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Raffaele Argentieri ed Americo Argentieri

Atletica Leggera a Francavilla: i giovani fratelli Argentieri

L’autoritratto pittorico di Raffaele Argentieri: gli albori dell’atletica francavillese

La storia dell’Atletica a Francavilla, come abbiamo potuto illustrare negli articoli precedenti (clicca qui e qui per leggerli), ha avuto pratica sin dal XX secolo e dalle nostre ricerche emergono nuovi particolari e nuovi protagonisti sconosciuti ai più, che siamo lieti di divulgare.

Il punto di partenza di questa nuova ricerca alle origini dell’Atletica a Francavilla è l’opera pittorica denominata ATLETICA LEGGERA 1948 – autoritratto di Raffaele Argentieri, talento autodidatta in pittura e scultura.

Atletica leggera 1948 – autoritratto di Raffaele Argentieri

Raffaele Argentieri, coetaneo del prof. De Quarto, poiché nato il 14 febbraio 1902 (due anni dopo il grande maestro di sport), ha rappresentato in questa opera sé stesso impegnato nel gesto di preparazione dai blocchi di partenza di una gara di velocità.

La raffigurazione mostra l’atleta con le mani a terra, nel tipico gesto che precede il via e lo stacco con piedi, con caviglie e gambe pronte allo scatto. Nell’opera si può notare che i blocchi di partenza così come li intendiamo oggi, in realtà non esistessero, infatti il punto di appoggio dei piedi era ottenuto con la creazione di buchette di profondità sufficiente a far entrare nel terreno le punte dei piedi dell’atleta.

Le gambe e le braccia mostrano i muscoli definiti, i polpacci la forza della gioventù e i primi corretti allenamenti. L’atleta è in un campo di gara, con bandiere e staccionate di delimitazioni, e l’ombra netta dell’atleta è sul terreno di gara sotto il suo stesso corpo, dimostra che si gareggiasse nell’ora più calda della giornata, senza alcun timore.

Le scarpe sono tipiche di quei primi anni di atletismo, e averle riprese in modo esatto, mostra che Argentieri ne conoscesse il modello e l’uso. Non erano anni in cui le scarpe erano un abbigliamento per tutti, ancor meno le scarpe per correre. Non ne esistevano tante, anzi erano quasi sconosciute. Un pantaloncino e una canotta, sicuramente non tanto diffuse e indossate in quegli anni, in cui il corpo era sempre poco mostrato per riverenza e rispetto.

L’autoritratto è una glorificazione della bellezza corporea, come lo fu in antichità per i Greci che esaltarono la bellezza come armonia e proporzione tra le parti, ottenibile tramite l’attività sportiva.

L’autoritratto ha un fascino assolutamente unico, e ci piace pensare che la datazione 1948 sia simbolica. È l’anno in cui entra in vigore la Costituzione e inizia la nuova Italia democratica. Vogliamo pensare che l’artista volesse simboleggiare il grande momento della nuova partenza, con braccia e gambe tese, sguardo fisso e deciso in avanti, per giungere verso nuovi entusiasmanti arrivi.

 

La passione di Raffaele Argentieri per la bellezza del corpo umano.

Abbiamo voluto contattare e coinvolgere il figlio di Raffaele Argentieri, Osvaldo II.

Il ricordo del padre è, riportiamo le sue parole: “di grande amante della scoperta e osservazione del corpo umano, perché da sempre interessato per la sua riproduzione e gesti”.

Non è certo se si sia trattato di un coinvolgimento per aver osservato delle gare o se ne avesse preso parte. Da altre ricerche fatte, altri parenti della stessa famiglia hanno avuto un coinvolgimento in attività di Atletica Leggera a Francavilla, quindi non escludiamo che ci sia stato un approccio anche competitivo, come lo fu per altri giovani francavillesi negli anni ’20-30.

Osvaldo II Argentieri racconta: “Mio padre era uno studioso del corpo e dei suoi gesti e delle sue forme, non ricordo se ha preso parte a delle competizioni e se l’avesse fatto non raggiungendo certamente risultati di rilievo. Ha creato quell’autoritratto come altre opere perché amava lo studio del corpo e dei suoi movimenti. Era una sua grande voglia di scoprire e rappresentare che ha poi continuato nella sua vita sempre. Con i parenti giovani si dilettavano nel giardino della bottega, durante le pause, avevano anche lo spazio giusto”.

 

Raffaele Argentieri scultore

Raffaele Argentieri è stato un artista eclettico e versatile e oltre ad aver dipinto ATLETICA LEGGERA 1948 – autoritratto, ha contribuito ad impreziosire il campo sportivo di Francavilla con sue opere scultoree, si ricordano: Il Discobolo andato poi distrutto, e Ercole in Riposo, all’epoca posizionati entrambi nei pressi della porta monumentale di ingresso.

L’Ercole in Riposo è stato poi spostato e per anni esposto nell’ingresso del Castello Imperiali (ma da qualche anno è in deposito nella stessa sede – sarebbe utile mostrarlo alla collettività) e altre sue sculture sono state fruibili per molti anni nelle Scuole di Francavilla.

L’opera Il Discobolo riprendeva certamente l’esperienza sportiva di Raffaele Argentieri, che si cimentava nei lanci con suo fratello Americo.

Ercole in riposo – Raffaele Argentieri

 

Americo Argentieri

Americo Argentieri, nato l’11 febbraio 1907, fratello come abbiamo detto di Raffaele, praticava il lancio del giavellotto. Le foto dell’epoca testimoniano il suo interesse per le attività naturali per il corpo umano e le discipline di atletica: il lancio, il salto, la corsa. Erano gli anni della scoperta dell’uso del corpo e del gareggiare nel tempo libero tra giovanissimi amici o parenti tra le nostre strade o campagne.

 

Americo partecipava già nel 1930 alle competizioni a Brindisi e lo fece sino al 1935, come testimoniano i diplomi di partecipazione conferiti per le occasioni. Ringraziamo Rosa, figlia di Americo e suo cugino Arturo che ci hanno fornito foto, attestati ed il ricordo della gioia del loro giovane padre nell’impegnarsi nelle attività sportive in anni difficili. Il loro ricordo è anche quello della frequentazione quotidiana e costante di Americo con il fratello Raffaele, il quale si esercitava ed era più coinvolto nella disciplina del lancio del disco. Non si hanno documenti, ma Americo da racconti trasmessi tra amici e parenti, pare abbia gareggiato anche fuori dalla Puglia con il giavellotto.

 

Sono passati molti anni, ma sentiamo di voler a posteriori ringraziare Raffaele Argentieri per aver dipinto e in qualche modo fissato per sempre l’immagine dell’Atletica francavillese degli anni Trenta, ed Americo Argentieri per il suo sguardo vivo di entusiasmo che traspare dalle foto d’epoca, che sono da considerarsi una vera rarità.

Grazie dunque a Osvaldo II, Rosa e Arturo per i contributi ed il tempo dedicato a noi di Imperiali Atletica, e a Tommaso Lia per le prime informazioni forniteci.

 

 

Info sull’autore

Scritto da Salvatore Incalza / Administrator, bbp_keymaster il Ago 24, 2022

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